Hotel

Categoria: Erotici Racconti |

Non sono certo le carte e i documenti sulla scrivania a farle brillare gli occhi. Impaziente, Genuflessa si alza e va alla finestra. Un nodo familiare le torce le viscere mentre guarda, senza vederlo, il parcheggio dell’albergo…

Sospira, i seni compressi dal vestitino stretto e corto color caramello, quello che si intona così bene al miele scuro dei suoi capelli e che le segna la vita sottile e il culetto muscoloso da quarantenne ben curata, quello che piace ad Amir…

Genuflessa si mette a posto il bordo dell’autoreggente, tirando bene la calza lungo le gambe perfette…

Un corpo da signora e un cuore da allegra puttana…

Assapora questo momento di sospensione; un misto di felicità, ansia, emozione, trepidazione… i tacchi alti le mettono in tensione i muscoli dei polpacci, lì nel suo ufficio dagli austeri mobili antichi…

Di lì a poco, Amir sarà qui… anzi eccolo! Genuflessa riconosce l’ansito della macchina, e subito dopo la vede entrare nel parcheggio…

Un impeto di gioia le schizza nelle vene…

Presa da un pudore adolescente, si nasconde dietro la tenda: non vuole che lui la veda lì, ad aspettarlo alla finestra, ma tuttavia, non vista, continua a spiare…

Guarda il suo amante persiano scendere dall’auto, e sorride, Genuflessa, dell’impazienza trattenuta con cui Amir muove il suo corpo forte e scuro, corpo che si incastra così magicamente con la snella flessuosità di lei..

.

..

Amir si scosta dalla fronte i capelli nerissimi e cammina veloce verso l’ingresso, scomparendo alla vista della donna che, col pensiero lo segue: ora sarà nella hall, dove saluterà Domenico, il portiere, poi si dirigerà qui, conosce bene la strada, oppure andrà subito all’ascensore che porta diretto all’appartamento di Genuflessa… dio, che effetto! Solo vederlo dalla finestra la mette in totale, piacevolissimo subbuglio, calore umido che si irradia dalla fica…..

Bussano, Genuflessa è ancora alla finestra, la porta si apre, senza aspettare risposta. Amir è qui…

“Ciao bellissima… ” e Genuflessa è già tra le sue braccia, ad assaporare la sua bocca e il suo odore, a mormorargli cose all’orecchio, a sentirsi contro l’inguine la durezza del suo cazzo…

Si baciano a lungo, sorridono, sussurrano, ridacchiano lievi. Le mani di Amir le abbrancano il culo per stringerla più forte, poi strisciano su, lungo l’incavo delle reni, su fino ai seni di Genuflessa, che riempiono perfettamente i palmi caldi del persiano…

La mano di Genuflessa si posa leggera sul cazzo di lui; potrebbe inginocchiarsi e prenderlo in bocca senza indugio, farsi subito slogare le mascelle da quell’obelisco di carne spietato e setoso e, già che c’è, masturbarsi lì, in ginocchio, col cazzo di Amir in bocca, godendo di essere esposta alla sua vista, così libera e impudica, e venire in lenti e profondi spasmi proprio mentre Amir le sborra copioso su quel viso da madonna… è bagnata, Genuflessa, ma oggi ha in mente qualcos’altro…

A fatica si scioglie dal suo abbraccio, si lascia guardare, tutta spettinata e rosea, con le labbra dischiuse..

.

..

“Ti ho preparato una sorpresa… ” gli sorride…

“Che sorpresa?” gli occhi di lui sono nero fuoco, la sua voce di gola è un po’ malferma, come sempre quando fanno l’amore… non è bellissimo, Amir, è molto di più; l’attrazione che li lega è qualcosa di chimico, di animale un uragano che spazza via ogni barriera sociale o culturale…..

Lui la cerca ancora, ma lei gli sfugge:..

“Vieni” lo prende per mano e salgono insieme una rampa di scale…

Lo stanzino dove Genuflessa conduce Amir è illuminato da una lampadina dalla luce scarsa che pende dal soffitto attaccata a un filo tutto ritorto. Scope, spazzoloni, un carrello di stracci vari e flaconi di detersivi riempiono uno spazio già abbastanza angusto. Odore di cera e di ammoniaca…

Appoggiato alla parete c’è un basso comò, con un improbabile quadro di soggetto pastorale appeso sopra…

“Amore, vuoi farlo qui?” ride Amir, “Qui nello sgabuzzino?” e la abbraccia da dietro, cercando di baciarle il collo…

“Aspetta… ” Genuflessa parla piano, “Aiutami a togliere il quadro. ”..

“Vuoi spostare i mobili adesso? Sei completamente pazza!” ma insieme tolgono il quadro, che rivela un ampio vetro da cui gli amanti possono vedere una stanza dell’albergo. La luce è accesa e il letto è un po’ pesticciato, senza essere proprio sfatto, ci sono sigarette e accendino sul comodino, insieme a un cellulare in ricarica, vestiti maschili gettati sulla sedia e sulla scrivania, la valigia è per terra vicino alla porta…

“Ehi… se volevi sorprendermi… cos’è, uno specchio?”..

“Sì. L’ho scoperto qualche settimana fa, a volte è divertente… “..

“Ma non c’è… ”..

“Ecco, guarda!”..

L’uomo che occupa la camera esce dal bagno in accappatoio bianco e capelli bagnati, un po’ radi…

Intorno ai quaranta, ha un viso insignificante ma gretto, non è molto alto e il suo corpo è forte, l’accappatoio non può nascondere uno stomaco dilatato dalla consuetudine a ristoranti di passaggio…

“Chi è?” Amir è intrigato, subito complice, Genuflessa lo sapeva…

“Un rappresentante di articoli sanitari… ”..

“Articoli sanitari? Vuoi dire clisteri, cateteri e cose così? Sexy, veramente!” i due amanti ridacchiano insieme sommessi…

“… viene qui due volte al mese, l’ho già visto all’opera in questa camera, ecco, guarda!”..

L’uomo si asciuga velocemente, poi si stende sul letto e si apre l’accappatoio. Comincia ad accarezzarsi il cazzo finché non diventa duro, e continua a menarselo più forte…

Gli amanti tacciono, gli occhi fissi sulla scena…

Stando dietro a Genuflessa, Amir le solleva fino alla vita quella gonna così stretta, quindi le scosta le mutande di pizzo bianco e con il dito percorre la fessura, piano piano, per ora. Genuflessa allarga un po’ le cosce e il dito di lui la fruga più deciso e più ritmico, accarezzando il grilletto con quella pressione e quella velocità che piacciono a lei, Amir lo sa…

Senza smettere di masturbarla, il persiano parla all’orecchio della sua amante:..

“Sei proprio una porcellina, una bambina curiosa, ti piace spiare cosa fa un uomo quando è solo… ti piacerebbe andare da lui, adesso, non è vero, puttana?”..

Ora l’uomo sul letto sta telefonando:..

“Pronto… può mandarmi su degli altri asciugamani? Sì, subito… Benissimo, grazie. ” E riattacca, sempre concentrato sul suo grosso uccello da cui Genuflessa non può staccare lo sguardo…

“E adesso?” Amir fa scorrere la cerniera del vestito della bella albergatrice e glielo fa scivolare giù, sotto il seno…

“Adesso c’è un po’ di movimento” risponde Genuflessa. Amir sgancia con mano sicura il reggiseno della donna e si impadronisce dei seni di Genuflessa, li accarezza e li bacia come animaletti. Sospira forte mentre Genuflessa gli slaccia i pantaloni e vi infila una manina sottile. La donna palpa voluttuosa la calda erezione di lui, attraverso il cotone degli slip, poi facendo attenzione a non graffiarlo con le lunghe unghie curate, insinua la mano sotto l’elastico gli libera il cazzo e lo masturba. Le bocche degli amanti sono unite, le lingue si intrecciano in una danza nota…

Il loro bacio è interrotto dalla voce dell’uomo con l’accappatoio:..

“Prego, entri pure!”..

Entra la cameriera ai piani, una ragazzona sui vent’anni pallida, con capelli castani un po’ unti. Regge sulle braccia una pila di asciugamani freschi di bucato e non può non notare quell’uomo seminudo con il cazzo durissimo…

“Mio dio!” grida tutta rossa in viso…

“Zitta e chiudi la porta” ordina l’uomo. Gli asciugamani cadono per terra e la ragazza obbedisce. Ora è appoggiata con la schiena contro la porta, tutta timorosa come una bestiolina in trappola…

“E’ eccitata” commenta Genuflessa…

“Certo che lo è, muore dalla voglia, ma si farebbe scannare piuttosto che ammetterlo, è una porcellona, proprio come te… non è vero?” e le infila violento il dito nella fica e lo muove con forza, Genuflessa non trattiene un grido e ansima forte. Il persiano le tappa la bocca con l’altra mano:..

“Zitta, amore, vuoi che ti sentano?” prorompe in una risata sommessa “Vuoi rovinare tutto?” però non smette di toccarla e Genuflessa si morde le labbra…..

“Signore, la prego, io… ”la cameriera è tutta in confusione…

L’uomo la guarda sempre menandosi il cazzo:..

“Allora, bellezza, lo vedi cos’ho qui per te: se non fai come ti dico, dirò alla padrona che mi hai rubato dei soldi, perciò ti conviene… ”..

“Che pezzo di stronzo!” sussurra Genuflessa…

“Ma ti eccita così com’è, sei tutta bagnata… ”..

“Oh no, signore, perderei il lavoro!” la ragazza sembra sul punto di piangere…

“Taci e mostrami la fica!”..

Tremante, la ragazza si solleva la vestaglietta azzurra, rivelando un collant color carne e delle mutandine di cotone bianco che fa scorrere lungo le cosce. Appare un gran triangolo di nero pelo selvaggio, così folto da nascondere completamente la fica. La bella albergatrice, invece, ha un triangolino castano dorato dal pelo corto, in modo che a chiunque sia possibile intravedere le grandi labbra e il grilletto rosato…..

Con voce roca, l’uomo le ordina di spogliarsi tutta, e la ragazza esegue, con gesti resi goffi dall’imbarazzo. E’ soda e piacevolmente grassottella, con i seni un po’ pesanti, il candore della sua pelle contrasta con il violento rossore del suo viso. Il dito di Amir continua a frugare la fica di Genuflessa…

L’uomo si siede sul letto:..

“Vieni qui” e quando la cameriera gli si avvicina tutta nuda, le affonda il viso nel pelo e lecca vigorosamente la fica, facendo scorrere ben bene la lingua lungo la fessura e succhiando il grilletto. La ragazza spinge i fianchi contro il volto dell’uomo. Le mutandine di Genuflessa sono per terra, nuvoletta bianca vicino a un flacone di ammoniaca…

“Guarda come se la fa leccare!” mormora Amir senza smettere di menare il grilletto di Genuflessa che viene squassata da un breve, silenzioso orgasmo che le fa quasi perdere l’equilibrio e la lascia tutta bramosa e spasimante di un altro e un altro ancora…

Lui non le dà tregua:..

“E adesso inginocchiati” Mentre Genuflessa obbedisce, anche la cameriera viene, con sottili gemiti acuti…

Finalmente l’albergatrice succhia il cazzo del suo amante, sottomessa e devota, obbedendo ai piccoli comandi di lui. Sotto la sua guida, Genuflessa gli lecca il glande e se lo passa sulle labbra, poi passa la lingua lungo l’asta, e infine si fa scomparire in bocca quell’enorme batacchio di carne rosea, muovendo la testa su e giù fino a farsi lacrimare gli occhi…

Ora è Amir a mordersi le labbra per trattenere i gemiti: godendosi il pompino della sua donna, sta guardando la camerierina che succhia di buona lena il cazzo del rappresentante. La ragazza muove le labbra con ritmo veloce, quasi ingoiando fino alle palle l’asta svettante dell’uomo…

“E adesso fatti chiavare, puttana!” grida l’uomo sul letto, e la ragazza, obbediente, si siede su di lui volgendogli le spalle, si impala con un grido al suo enorme cazzo e comincia a cavalcarlo. E’ girata verso Amir, che vede la fica spalancata della cameriera con il cazzo del cliente che la stantuffa con foga…

“Anche tu!” ordina il persiano e, fatta alzare Genuflessa, la mette coi gomiti appoggiati al comò. Il suo cazzo duro come il marmo viene inghiottito dalla fica vogliosa della bella signora…

“oohh… sì… mi piace così… oh ti prego… ”..

“Anche a me piace fotterti… apri le gambe di più, dai, prendilo tutto… ” e le spinte di Amir sono forti, come piace a tutti e due…

La camerierina viene gridando, squartata dal cazzo dell’uomo. Subito lui la scosta da sé e grida:..

“E adesso menami il cazzo, ché voglio sborrarti in faccia!”..

La ragazza fa appena in tempo a toccarlo, e il rappresentante le sborra densi gettiti bianchi sul visetto arrossato. L’uomo schizza a lungo, con gemiti rauchi, e la ragazza e beve e ciuccia e poppa, il viso e i capelli tutti imbrattati…..

Gli amanti nello sgabuzzino sono totalmente infiammati dallo spettacolo; i poderosi colpi del persiano sfondano le reni di Genuflessa, che precipita in un lungo, tormentoso e profondissimo orgasmo, subito seguita da Amir che, con lunghi ansiti le spara ricche colate di sborra dentro la fica. Quando il suo amante si ritrae da lei, Genuflessa si appoggia tremante e seminuda al comò, e lo sperma di lui, caldo e denso, le scorre dolcemente giù per le cosce.



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